Può odiare l'estate solo chi è depresso 365 giorni l'anno e poi piomba nell'unica stagione
dove tutti tranne lui sono felici e sembrano volergli ricordare continuamente quanto è sfigato.
dove tutti tranne lui sono felici e sembrano volergli ricordare continuamente quanto è sfigato.
A volte succede così, che mi si spezza il post in due: di colpo il fiato non basta più a nascondere a me stessa la mancanza profonda d'un senso, di una comunicazione che da possibile diventa sterile. E allora via, cancello un'altra bozza senza rimpianti.
Oggi sono le contrapposizioni e non le analogie a definirmi, per questo le sfumature diventano un tabù necessario e inenarrabile.
Mi faccio un caffè e lascio che il disgusto si sedimenti sul fondo del bicchiere - alchimista che trasforma il fastidio in spinta all'azione. Le parole le regalo tutte agli altri, a quelli che hanno per forza bisogno di raccontarsi fino in fondo, che si sentono illuminati dalla loro banalità, laddove per banalità s'intende l'assoluta e disgraziata orizzontalità del pensiero.
Io continuo imperterrita a zappare il solco del karma e benedico ogni cicatrice.
Perché sono viva. E ho sempre amato anche settembre.
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