Tra le tante occasioni perse, essere una di quelle creature benvolute da tutti è al primo posto. Nella prossima vita voglio scoprirmi leggera e volteggiare in mezzo alla gente senza gli infrarossi, senza rancori, con il cuore aperto e la bocca spalancata in un sorriso, felice di quello che ho, capace di leggere il buono negli occhi degli altri. È così tanto quello che non sono diventata, così troppo. Poco convinta d’aver ragione, per niente capace di far valere le mie ragioni. Socievole solo all’apparenza senza voler apparire misantropa: la strada che conduce alla mia soglia somiglia a quei sentieri di campagna senza indicazioni, dove
pochi hanno voglia d'andarsi a perdere.
Ho sempre detestato i lati estremi della vita, gli invidiosi e i duri e puri, i meschini e le vittime. Eppure sembra che riesca a ottenere qualcosa solo chi si schiera e prende posizione, chi non tentenna, chi non coltiva il dubbio.
Ho avuto una crisi, perché negarlo? Ho chiuso questo blog per qualche giorno e adesso lo riapro, perché tra l’altro non sono nemmeno coerente.
Ho pensato che non vado bene così come sono e poi mi sono accorta che non saprei nemmeno definire sul serio cosa sono. Ero stanca dei pregiudizi del mondo prima, nauseata dai suoi giudizi poi, ferita soprattutto dalla mia congenita incapacità di difendermi.
pochi hanno voglia d'andarsi a perdere.
Ho sempre detestato i lati estremi della vita, gli invidiosi e i duri e puri, i meschini e le vittime. Eppure sembra che riesca a ottenere qualcosa solo chi si schiera e prende posizione, chi non tentenna, chi non coltiva il dubbio.
Ho avuto una crisi, perché negarlo? Ho chiuso questo blog per qualche giorno e adesso lo riapro, perché tra l’altro non sono nemmeno coerente.
Ho pensato che non vado bene così come sono e poi mi sono accorta che non saprei nemmeno definire sul serio cosa sono. Ero stanca dei pregiudizi del mondo prima, nauseata dai suoi giudizi poi, ferita soprattutto dalla mia congenita incapacità di difendermi.
Così mi sono rinchiusa dentro me stessa e ho sbarrato tutte le porte: non potevo certo lasciare aperto l’ingresso principale. Chi mi legge lo sa che qui dentro io mi metto in gioco davvero, che ci sono anche quando non dovrei esserci, che la scrittura per me non è un esercizio retorico e nemmeno un modo per mettermi in mostra, per dimostrare che sono più ganza di qualcun altro.
La scrittura per me è nervi e anima e sangue.
È sapersi ferire da soli e poi sputare fuori il veleno, è liberarsi d’un peso da cui non ci si scioglie mai. È un ponte gettato su nuovi mondi: i miei e quelli di chi legge.
Solo questo sono. E deve bastare a me. Solo io sono in grado di assolvermi, di salvarmi dalla colpa di tutte le donne che non sono diventata. E posso iniziare solo da qui. Una volta ancora.
La scrittura per me è nervi e anima e sangue.
È sapersi ferire da soli e poi sputare fuori il veleno, è liberarsi d’un peso da cui non ci si scioglie mai. È un ponte gettato su nuovi mondi: i miei e quelli di chi legge.
Solo questo sono. E deve bastare a me. Solo io sono in grado di assolvermi, di salvarmi dalla colpa di tutte le donne che non sono diventata. E posso iniziare solo da qui. Una volta ancora.